Porsche a Nardò, l’allarme di Confindustria: “Occasione perduta per l’intero Salento”


LECCE – Un’occasione storica sfumata nel silenzio delle istituzioni e nell’immobilismo del territorio. È con amarezza che Confindustria Lecce commenta la decisione del Gruppo Porsche di rinunciare al piano di sviluppo del Nardò Technical Center, un progetto da 450 milioni di euro che avrebbe potuto trasformare il Salento in uno dei punti di riferimento mondiali per l’innovazione nel settore dell’automotive.

Il polo di Nardò, già noto per i suoi impianti all’avanguardia, sarebbe dovuto diventare un centro di eccellenza per la sperimentazione di tecnologie avanzate nel campo della mobilità intelligente e sostenibile. L’azienda tedesca aveva già dimostrato un interesse concreto per il territorio, avviando nel 2023 una unità specializzata a Lecce dedicata allo sviluppo di software per veicoli connessi.

Ma qualcosa si è rotto. Nonostante il contesto internazionale incerto, Porsche ha indicato anche criticità locali e mancanza di visione strategica tra le motivazioni che hanno portato allo stop definitivo del progetto. E secondo Valentino Nicolì, presidente di Confindustria Lecce, le responsabilità sono anche e soprattutto interne: “Questa è una sconfitta che pesa sull’intero sistema economico salentino. Abbiamo perso un’opportunità che avrebbe generato occupazione qualificata, innovazione e un indotto trasversale, a causa di ostacoli burocratici e di un clima ostile all’impresa”.

Il danno non è solo economico, ma anche reputazionale. La rinuncia di un colosso come Porsche rischia di minare la credibilità del territorio agli occhi di altri potenziali investitori. “Non possiamo più permetterci di perdere altre occasioni per inerzia, per divisioni o per mancanza di coraggio. Le imprese non sono nemiche da ostacolare, ma alleate per costruire futuro e benessere collettivo” – ha aggiunto Nicolì.

Il piano avrebbe previsto sinergie con il mondo universitario, nuove assunzioni e un rilancio infrastrutturale di rilievo, con l’obiettivo di fare di Nardò un hub tecnologico allineato agli standard europei. Ma ora tutto è sfumato, lasciando un vuoto che difficilmente potrà essere colmato a breve.

Confindustria Lecce lancia quindi un appello al confronto costruttivo tra imprese, amministrazioni e comunità locali, per elaborare una visione condivisa di sviluppo sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale, innovazione e competitività.

“La sostenibilità non può essere intesa come freno alla crescita, ma come parte integrante di un modello economico moderno e responsabile” – ha sottolineato ancora Nicolì – “Servono regole chiare, tempi certi e un atteggiamento favorevole verso chi investe”.

Lecce e la Puglia devono tornare a essere territori attrattivi, pronti ad accogliere progetti di qualità che generino valore, lavoro e prospettive reali per le nuove generazioni. “Se vogliamo che il Salento giochi un ruolo competitivo in Europa – ha concluso Nicolì – dobbiamo garantire alle imprese condizioni per crescere. Confindustria Lecce c’è, pronta a fare la sua parte, ma serve un cambio di passo a tutti i livelli”.





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