Difendere il Made in Italy: una sfida strategica per le nostre imprese



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Negli ultimi anni, le nostre produzioni agroalimentari, hanno affrontato numerose sfide, dalla concorrenza internazionale alla necessità di innovare strategie di marketing e distribuzione. Tuttavia, oggi ci troviamo di fronte a un pericolo ancora più grande: le nuove politiche protezionistiche, a partire dai dazi americani, rischiano di compromettere la competitività del nostro Made in Italy sui mercati tradizionali.

Non possiamo permettere che le nostre produzioni di eccellenza, costruite con anni di esperienza, tradizione e qualità, subiscano un colpo mortale a causa di dinamiche geopolitiche che limitano l’accesso ai mercati storici. È necessario un intervento forte e coordinato, che parta dall’Europa e coinvolga tutte le istituzioni, ma soprattutto dobbiamo essere noi, imprenditori e associazioni, a rimboccarci le maniche e ridefinire le strategie di espansione.

Diversificare i mercati: una scelta obbligata

Il mondo è grande e le opportunità esistono. Non possiamo limitarci a inseguire esclusivamente i mercati tradizionali, come quello statunitense o europeo, ma dobbiamo aprirci a nuove prospettive: dall’Asia al Medio Oriente, dall’Africa alle Americhe emergenti. Esistono aree con una crescente classe media che apprezza i prodotti di qualità e che può diventare un bacino strategico per il nostro export.

L’enoturismo, evidenziato nell’articolo, è una delle leve più importanti per valorizzare il nostro settore vinicolo, ma non basta. È necessario un approccio integrato che metta insieme promozione, distribuzione e innovazione tecnologica, sfruttando il digitale e l’intelligenza artificiale per raggiungere nuovi consumatori.

Fare sistema per non rimanere indietro

Se vogliamo davvero difendere il Made in Italy, non possiamo agire in ordine sparso. Le piccole e medie imprese devono unirsi alle grandi, e viceversa, creando reti di collaborazione che permettano di affrontare le sfide globali con maggiore forza. L’associazionismo imprenditoriale, come quello promosso dalla nostra Confederazione e da altre realtà simili, è la chiave per superare questo momento di difficoltà.

Dobbiamo prepararci a una nuova era, non solo tecnologica, ma anche geopolitica ed economica. Il marketing tradizionale non basta più, servono nuove strategie basate sull’analisi dei dati, sulla digitalizzazione e sulla capacità di adattarsi ai cambiamenti.

Oggi più che mai, la sfida non è solo difendere ciò che abbiamo costruito, ma guardare oltre e anticipare il futuro. Se sapremo cogliere questa opportunità, il Made in Italy non solo resisterà, ma continuerà a essere un simbolo di eccellenza nel mondo.




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